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"I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo"   Hillary Clinton 21.01.2010

Corso Professionale in Analisi Geobiofisica dell'Ambiente - primavera 2011

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EFFETTI DELLE ZONE GEOPATOGENE SULLA SALUTE  proponiamo l'articolo di un medico del Gruppo per la Ricerca in Geobiologia "dr. E. Hartmann": Frequenza e diagnosi di carichi geopatogeni nella prassi medica. «Il problema della presenza di zone di disturbo in corrispondenza del sito in cui si dorme è molto discusso nell'ambito della classe medica. E' appoggiato da coloro che praticano medicine olistiche (naturopati, omeopati, ecc.)...» Leggi tutto...


baby con cellulare

NUOVO STUDIO SVEDESE SUGLI EFFETTI DEL CELLULARE SUL CERVELLO solo il 2% dei bambini e degli adolescenti utilizza gli auricolari «il che è preoccupante - sottolineano i ricercatori svedesi - poiché non sono stati ancora chiariti gli effetti sul lungo periodo dell'esposizione alle onde elettromagnetiche. Al momento si prende in considerazione solo il cosiddetto "effetto termico", ma potrebbero esserci altri fattori indipendenti dal riscaldamento di cui potremmo renderci conto solo dopo molti anni». Leggi tutto... vai ad articolo correlato in inglese.

nuraghe s. antine

IMPRESSIONI DI SARDEGNA   la Sardegna si presta più di ogni altro luogo in Italia a interpretazioni fantasiose sia da parte "ufficiale", sia da parte di chi si dice esperto in "energie sottili". Molte persone ci chiedono cosa ne pensiamo dei supposti "luoghi di guarigione" come le tombe di giganti. Per questo pubblichiamo una serie di contributi, dal nostro punto di vista contrario al mercato new-age delle "guarigioni" facili, su alcuni luoghi significativi della Sardegna preistorica e nuragicaLeggi tutto...

IMPRESSIONI DI SARDEGNA 1 - premessa PDF Stampa E-mail

INTRODUZIONE AGLI ARTICOLI SULLE ANALISI PERCETTIVE IN SARDEGNA

L'umanità "figlia" della grande madre Terra sembra essere purtroppo ancora complessivamente allo stadio di evoluzione dell'infanzia. Ne fanno testo le continue guerre e la devastazione insensata dell'ambiente in cui viviamo.Forse proprio questa situazione generale porta anche nell'archeologia ad un'attitudine "infantile" dove se si trova una torre è un castello, se si trova un insieme di sfere di diverse misure sono proiettili e se si trova qualcosa che non si riesce a ricondurre ad un'arma non si sa più che pesci pigliare! La Sardegna si presta più di qualsiasi altro luogo i Italia a queste interpretazioni fantasiose sia da parte "ufficiale", siada parte di chi si dice esperto in "energie sottili". Molte persone infatti ci chiedono cosa ne pensiamo delle varie affermazioni fatte in libri, articoli e interviste da sedicenti "geobiologi", rispetto a supposti "luoghi di guarigione" come le tombe di giganti. Per questo pubblichiamo alcuniziggurath di Monte d'Accoddi (SS) contributi, dal nostro punto di vista, su alcuni luoghi significativi della Sardegna preistorica e nuragica, ad iniziare da quello che è il simbolo vero e proprio dell'antica civiltà sarda: il nuraghe.
Informandoci nella letteratura "ufficiale" di settore, abbiamo trovato le solite storie dei castelli, dei soldatini, dei proiettili, sparse a piene mani in libri di sicura fede scientifica, idee che, proprio come le nostre "percezioni intuitive", non sono supportate da alcuna p
rova concreta.
Ci viene da dire che riguardo all'archeologia il compito più importante per tutti noi in questo periodo sia quello di conservare intatto quanto è stato trovato in modo che generazioni future, più evolute, di ricercatori possano analizzare i reperti e trarne nuove interpretazioni, sorridendo delle attuali.
ziggurat di Monte d'Accoddi (SS)- foto M. Residori
Anche nei media, le rare volte che si affrontano i "misteri" della Sardegna, si ripropongono ipotesi vecchie e decadute, come è successo per i nuraghe descritti come tombe monumentali, quando non vi si è mai trovata alcuna sepoltura, anzi, si sa che le sepolture erano altrove; come magazzini per le provviste o fornaci per metalli, quando basta poco per capire che questi popoli non erano dementi tanto da mettere tutto l'ingegno e il lavoro necessario per costruire un nuraghe solo per questi scopi; come torri di vedetta militari o castelli, quando non è mai emerso alcun reperto che possa confermare un loro uso bellico.

Quanto tempo dovrà passare ancora per mettere in dubbio che i nuraghe fossero castelli militari e iniziare ad indagare sulla loro possibile funzione di luoghi di culto?

Non basta che i nuraghe ricordino la forma dei castelli di sabbia fatti col secchiello per trarne una conclusione funzionale! L'applicazione di semplici conoscenze di simbologia potrebbe portare a ben altre considerazioni rispetto alla loro forma troncoconica, e il paragone con altre culture come quella induista potrebbe confermare questi suggerimenti poiché come dice M. Gimbutas "l'energia fallica intensifica la forza della Dea della rigenerazione"1.

Inoltre, dato che la geologia e la geofisica della Sardegna confermano che da molti millenni non vi sono fenomeni sismici, la distruzione della parte alta dei nuraghe (la terrazza concava con lo spalto sporgente) non può che essere stata voluta e perpetrata nei secoli dai dominatori che si sono succeduti sull'isola, ma la motivazione deve essere stata diversa dalla sola umiliazione dei popoli vinti: nel caso dei nuraghe si ha una distruzione parziale, ma esercitata sistematicamente su tutti, compresi quelli piccoli e sperduti. Viene da associare questo tipo di distruzione ai danni fatti dall'iconoclastia e vi si potrebbe facilmente vedere una motivazione "religiosa": l'eliminazione di una parte simbolicamente femminile considerata blasfema, lasciando eretta la parte simbolicamente maschile per affermare la religione e l'organizzazione sociale dei dominatori. E questo torna a parlarci di simbologia religiosa, e quindi di luoghi di culto.

Fa sempre "scena" parlare in televisione di "energie misteriose" sprigionate dalla terra, ma quelle poche volte che lo si fa, spesso si fa ancora più confusione: viene detto che i nuraghe, ma anche pozzi sacri, dolmen, menhir e domos de janas, sorgerebbero tutti su particolari punti energetici che possono "fornire benessere". Poi si dice che sono particolari punti magnetici. Poi che è il contatto con alcune pietre a far ottenere effetti benefici...

Si chiama sempre in causa a sproposito la rabdomanzia e, nonostante che gli studi scientifici2 abbiano dimostrato che ha una percentuale di successo per niente casuale nel trovare l'acqua sotterranea, ancora oggi la si discredita pubblicamente.

Poi si chiama regolarmente in causa la scienza e si scopre con stupore che alcune rocce, ritenute "guaritive" fin dalla più remota antichità, emanano nell'infrarosso, ma si unisce questo dato, veramente interessante, alla notizia di "misteriose strisce di luce" fotografate in una piccola chiesa (non si sa dove né da chi, "effetti speciali" già visti spesso nella new-age e facilmente ottenibili da chi sappia maneggiare una macchina fotografica).

Si "approfondisce" il discorso con la solita storia dei gatti che amano stare sui "nodi", arricchendola però con la notizia assurda che così facendo ne diminuirebbero addirittura gli effetti negativi, per arrivare a dire che in certi posti del pianeta questa "rete di Hartmann" si deformerebbe a tal punto da creare maglie di notevoli dimensioni e proprio in questi luoghi le passate civiltà avrebbero costruito i loro monumenti, dai complessi megalitici alle cattedrali gotiche, per finire affermando che se questa "rete di Hartmann" esistesse davvero metterebbe in discussione una gran parte di leggi fisiche, quindi è una teoria che non ha alcun fondamento. Tornando alla Sardegna si dice che i luoghi avrebbero ciascuno un'intensità di frequenza diversa che è molto elevata in presenza di monumenti archeologici, utilizzando un linguaggio talmente approssimativo da far inorridire.

Insomma, con la scusa dei "misteri" della Sardegna viene messo in mostra più facilmente che in altre occasioni tutto il catalogo dello stupidario dell'attuale sottocultura magico-new age che offre meravigliosamente il fianco alla stroncatura scettica, quasi fossero fatte l'una per l'altra!

Nessuno pensa di guardare la carta geologica, nessuno parla di scambio energetico del territorio, argomenti solidi, scientifici, verificati a satellite3, ma forse giudicati argomenti "difficili", da non proporre al pubblico.

Noi dell'Istituto GEA invece iniziamo proprio da qui: non ci importa che siano argomenti complessi, è la realtà ad essere complessa. Per l'analisi geobiofisica se in un certo posto si sta meglio che in un altro è perchè vi è uno scambio energetico diverso, la dinamica microtettonica è in distensione invece che in compressione, i materiali del substrato geologico hanno prevalenza di emittanza invece che prevalenza di assorbanza.

Possiamo "percepire" questa differenza, ma la si può tranquillamente dedurre anche dai dati scientifici che si hanno a disposizione.

Così nel caso dei siti archeologici sardi si potrebbe veramente verificare se e perchè si sta bene in un posto scelto quattromila anni fa per costruirci un nuraghe, un pozzo sacro o una tomba di giganti: se sono stati scelti territori in emittanza e privi di compressione tettonica, facilmente ci si sta bene davvero, ma questo star bene non si limiterà allo spazio occupato dal monumento essendo una caratteristica comune a tutta la porzione di territorio in cui il monumento è sorto. Quindi non sarà la tomba di giganti in sé e per sé a dare benessere a chi sta lì per qualche tempo, ma a farlo sarà tutto il terreno, il substrato, con il suo scambio energetico; e di fatto per la nostra esperienza empirica (e priva di pregiudizi) le cose stanno proprio così.

A volte, come abbiamo verificato ad esempio per il nuraghe "Santu Antine", nel singolo manufatto a causa dei materiali e del modo in cui è costruito aumenta sensibilmente il benessere rispetto all'esterno, ma contrariamente a quanto affermato dai vari "esperti" non è mai il caso delle tombe di giganti.

Il fatto che popolazioni antiche, ancora sotto l'influsso della plurimillenaria religione della Grande Madre Terra4, abbiano ascoltato e "percepito" queste differenze di benessere nei diversi luoghi non dovrebbe minimamente stupirci: per loro le emissioni energetiche dei territori, che noi ora vediamo nelle spettrometrie, erano il linguaggio con cui la Terra comunicava, e certamente prestavano attenzione ad ogni più piccolo dettaglio!

Nella serie di contributi che pubblichiamo sui siti archeologici della Sardegna di cui tanto si parla, viè è doverosamente una spiegazione della situazione geologica dell'isola, materiale che sarà successivamente approfondito.

Si potranno trovare poi dei contributi di "percezione intuitiva" volti a decifrare le informazioni presenti in alcuni luoghi significativi come il nuraghe "Santu Antine" di Torralba, il pozzo sacro di Santa Cristina, alcune tombe di giganti e la Ziggurath di Monte d'Accoddi.

Per ottenere questi contributi si è applicata una variante dell'analisi geobiofisica, che chiamiamo "percezione intuitiva", che consiste nel cercare di decifrare sensazioni e immagini che i luoghi suscitano in un operatore "ipersensibile".

Senza alcuna pretesa di essere dimostrabili e verificabili, i risultati sono comunque interessanti, molto più interessanti di quelle fantasie che parlano di "vibrazioni guaritive" e che hanno un po' il sapore da mercato new-age della salute.

Abbiamo letto e sentito troppe assurdità sulla Sardegna nuragica, soprattutto quelle che promettono "guarigione", che non fanno certo onore a chi le professa, anche se spinto da intenti di promozione e valorizzazione di un territorio unico per reperti archeologici come quello sardo. Si può benissimo essere "viaggiatori" in questo spazio particolare e lavorare "sulla linea di confine", partendo da dati oggettivi per finire nella "percezione" come facciamo noi, senza per questo perdere la plausibilità e la ragionevolezza.

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Note

1) Marija Gimbutas: "Le dee viventi", 1999 University of California Press.

2) Gli studi più significativi a riguardo, e non confutati, sono: Hans-Dieter Betz "Unkonventionelle Wasserprospektion, Felderprobung der Rutengänger-Methodik in Trockenzonen", GTZ Deutsche Gesellschaft fur Technische Zusammenarbeit GmbH (agenzia governativa), 1993; e: H.L. Konig und H.-D. Betz "Der Wünschelruten Report, Wissenschaftlicher Untersuchungsbericht", 1989.

3) il sistema ENVI è stato messo a punto per interpretare lo scambio energetico del territorio dalle spettrometrie satellitari.

4) secondo molti autorevoli studiosi questa religione che ha sacralizzato il femminile si è sviluppata dopo l'ultima glaciazione, circa 10-12000 anni fa, ed è durata mediamente fino al 3000 a.c., salvo in alcuni posti come a Creta e in altre isole dove si è protratta fino al 1500 a.c. per essere poi sostituita da una religione patriarcale, portata dall'invasione di popolazioni nomadi molto primitive ma militarmente molto forti, che al posto della grande dea Terra Madre ha messo un grande dio del cielo, terribile patriarca guerriero con la folgore devastatrice.

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