| MANIFESTO DI INTENTI dell'Istituto GEA |
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VISIONE SCIENTIFICA DELL'ANALISI ENERGETICA DELL'AMBIENTE L'Istituto GEA è nato alla fine del secolo dell'Energia, secolo che ha visto la teoria della Relatività, la fisica quantistica, il principio di indeterminazione e quant'altro ha prodotto la ricerca libera da condizionamenti di mercato della nuova fisica. La "Teoria di Gaia", formulata dallo scienziato J. Lovelock in seguito alle ricerche commissionate dalla NASA sulle possibilità che vi fossero forme di vita su Marte, ha confermato scientificamente che il nostro pianeta è paragonabile ad un essere vivente, un super-organismo, come avevano sempre intuito tutti i popoli antichi. L'Analisi Geobiofisica inizia quindi dall'acquisizione di queste formulazioni scientifiche come base concettuale. In questo nuovo paradigma, l'Analiisi Geobiofisica si avvicina ancora maggiormente alla medicina naturale, sia tradizionale, sia moderna, infatti, come dice Fritjof Capra, un fisico delle particelle che ha integrato il sapere scientifico con il pensiero orientale, olismo, in medicina, significa vedere l'organismo umano come un sistema vivente i cui componenti sono tutti interconnessi e interdipendenti, un sistema che è maggiore della somma delle sue parti ed è parte integrante di sistemi maggiori con i quali è in continua interazione. La concezione olistica è sostanzialmente diversa - e contraria - alla concezione dominante, meccanicista, in cui invece la medicina è dominata dall'idea del corpo umano come macchina, la mente è separata dal corpo, la malattia è vista come un cattivo funzionamento di alcuni meccanismi, la salute è definita come assenza di malattia, in contrasto anche con gli insegnamenti di Ippocrate.Esprimendosi ancora con le parole di Capra: la visione sistemica della salute è profondamente ecologica. Al tempo stesso la nuova cornice concettuale tiene naturalmente conto delle dimensioni spirituali della salute. L'Istituto GEA propone la necessità dell'analisi energetica dell'ambiente che si compone di tre ricerche strettamente necessarie per dare una valutazione sulla compatibilità tra ambiente e persone che ci vivono: l'Analisi Geobiofisica dello scambio energetico tra il tereno e i suoi abitanti; il rilievo geobiologico delle microzone di disturbo da evitare; la misurazione strumentale dell'intensità dei campi elettromagnetici tecnici. L'Istituto GEA detiene la prerogativa di aver messo a punto e di utilizzare per primo l'Analisi Geobiofisica del sito volta alla valutazione delle vocazioni ambientali e ne propone un metodo basato sulla percezione e sulle conoscenze di base della geologia e della geofisica, estendendo il dato verificabile dello scambio energetico al dato "percepito" degli effetti di questo scambio sul benessere e sulla salute. L'Istituto GEA propone una visione "scientifica" della Geobiologia come è stata reintrodotta in Europa, dopo gli studi epidemiologici condotti in cieco negli anni venti e trenta, intorno al millenovecentosessanta dal dott. Ernst Hartmann e da Faliero Capineri. La strumentazione tecnica disponibile all'epoca era ancora rozza - si trattava di misurare la resistività cutanea (resistenza che oppone la pelle al passaggio di energia elettrica) sulle mani - ma fu sufficiente per fornire le indicazioni necessarie a mettere la Geobiologia sulla strada della verifica scientifica, allontanando questa materia di indagine dall'esoterismo ed avvicinandola alla scienza. Su questo modo di procedere nella ricerca geobiologica la visione dell'Istituto GEA e del Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann" è simile, mentre si differenzia nettamente da quasi tutte le altre associazioni del settore per l'introduzione delle verifiche in "cieco" e per il costante tentativo di applicare metodologie che possano essere scientificamente valide. L'Istituto GEA propone come necessarie le misurazioni strumentali dell'intensità del campo elettrico a 50 Hz, del campo magnetico a 50 He del campo elettromagnetico a radio onde e micro onde; l'Istituto -in sintonia con il Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann"- ritiene che solo completando l'analisi del sito con queste misurazioni si possa giungere ad una reale valutazione della situazione energetica di un sito. L'Istituto indica che le misure devono essere effettuate con strumentazione professionale dotata di sonde isotropiche e di certificato di calibrazione. Diffusione delle conoscenze scientifiche sull’analisi geobiofisica dell’ambiente L'Istituto GEA si ripropone di rendere di pubblico dominio le nuove acquisizioni scientifiche sulla rabdomanzia, che - essendo verificabile nei risultati con le perforazioni dei pozzi - fornisce il campo più immediatamente ufficializzabile di tutta l'indagine geobiofisica. Un docente del Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann" è l'ingegnere minerario Hans Shröter che attualmente è il più grande rabdomante (vivente) a livello europeo. L'ing. Shröter ha collaborato per un decennio con il professor Hans-Dieter Betz dell'Università di Monaco di Baviera in un progetto che si proponeva lo studio scientifico statistico dei risultati delle indagini rabdomantiche. Questo studio ha subito molti attacchi da parte degli scientisti e degli scettici organizzati ma non ha potuto mai essere messo in discussione per l'assoluta scientificità del metodo utilizzato. Lo studio infatti è statisticamente significativo per l'ingente numero di eventi di rabdomanzia studiati, e ha valore scientifico a tutti gli effetti. Questo studio giunge alla conclusione che la rabdomanzia unita alla tecnologia e agli studi geologici porta ad un risultato quasi esatto laddove nelle stesse condizioni ambientali la tecnologia e la conoscenza geologica da sole portano a non più del 50% di esattezza! In questo senso l’Istituto GEA si propone e si è sempre prefisso di non accettare le provocazioni degli scettici organizzati, e di guardare avanti, a studi scientifici svolti in Paesi come Germania e Austria dove, soprattutto per merito del Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann", alcuni fenomeni come la rabdomanzia e anche gli effetti della permanenza in corrispondenza delle zone di disturbo sono stati oggetto di seri studi scientifici condotti dalle università e finanziati dal Governo (Risikofaktor standort, del dr. O. Bergsmann). Sinergia di conoscenze energetiche emerse da differenti settori L'Istituto GEA ha un patrimonio di conoscenze e di attenzioni molto vasto. Ad esempio nella Geofisica con la conoscenza delle emissioni energetiche del sottosuolo, nella Bioenergetica con la conoscenza dei flussi energetici nel corpo umano e del processo dello stress, nell’importantissima questione della trasmissione di informazioni attraverso la memorizzazione dell’acqua. L’Istituto GEA, come il Forschungskreis für Geobiologie “dr Hartmann”, considera necessaria anche l'indagine dei campi energetici artificiali dovuti al trasporto e all’utilizzo dell’energia elettrica e alle emissioni delle antenne trasmittenti chiamati “campi tecnici” (inquinamento elettromagnetico a varie frequenze). Essendo nota una vasta letteratura epidemiologica riguardante i campi elettromagnetici tecnici e la salute umana,la ricerca dell'Istituto si concentrerà però maggiormente nell'ambito dell'Analisi Geobiofisica e della rilevazione geobiologica. La Geofisica con lo studio delle tensioni energetiche del pianeta ha elaborato una specie di "bioenergetica di Gaia" in cui sono mostrate chiaramente le energie che si caricano e si scaricano sulla superficie del pianeta. Il contributo dell’Istituto GEA starà nel tentativo di dimostrare che gli stati di compressione, tensione e blocco energetico della crosta terrestre si manifestano anche a livello locale, in aree molto limitate, e questa è la particolarità dell'Analisi Geobiofisica dei luoghi. La Medicina Naturale, con la Geopatologia, ha chiarito che la chiave per capire l'importanza dell'analisi del sito in cui si dorme è lo stress apportato all’organismo dall’esposizione a campi energetici che scatenano reazioni di allarme e infiammazione. L’Istituto GEA ritiene che uno stress dovuto al luogo di permanenza, se protratto per lungo tempo, contribuisca in modo significativo allo sviluppo della maggior parte delle patologie degenerative, manifestandosi nello squilibrio iniziale dell'organismo e, successivamente, incanalandosi in ciascuna particolare configurazione della personalità per dare origine a disturbi e patologie specifici, diversi da persona a persona. Analisi Geobiofisica: una nuova visione e una nuova terminologia L'Istituto GEA, con la nuova visione che è emersa nel suo lavoro si propone di definire anche una nuova terminologia che abbia una valenza per tutto il settore e sia più legata al pensiero scientifico: le analisi percettive dello scambio energetico dei luoghi sono state inserite nell'analisi energetica del sito assieme all'analisi geobiologica per l'individuazione delle zone di disturbo e alle misurazioni dell'intensità dei campi tecnici nel complesso corpo dell'Analisi Energetica dell'Ambiente che con le tre indagini particolareggiate fornisce dati molto importanti alla progettazione e all’arredo delle abitazioni , risultando indispensabile ai progettisti che abbiano come obiettivo il benessere abitativo. Il nuovo termine introdotto dall’Istituto GEA per indicare il complesso di analisi percettive dello scambio energetico naturale svolta attraverso la sensibilità e la "taratura" di un operatore specializzato che utilizza se stesso come "strumento" è quindi: "Analisi Geobiofisica dell'Ambiente". La ricerca dei campi energetici artificiali prodotti dalla tecnologia e misurabili con l'apposita strumentazione elettronica , che fa parte della moderna analisi energetica del sito, è stata denominata "indagine dei campi tecnici" ed è sempre associata all'Analisi Geobiofisica e al rilievo geobiologico delle zone di disturbo. l’Analisi Geobiofisica del luogo e la salvaguardia ambientale L'Istituto GEA vede come prioritaria la prevenzione delle patologie causate o aggravate dall'esposizione a campi energetici naturali troppo intensi, nocivi o trasportatori di informazioni nocive, ma inquadra la ricerca geobiofisica anche nell'analisi ambientale per lo studio e la salvaguardia dell'ambiente, considerando in modo particolare l'ambiente energetico che ci circonda. Deontologia professionale e nuova scuola di pensiero nell'analisi percettiva dei luoghi Gli Esperti in Analisi Geobiofisica dei Luoghi dell’Istituto GEA, come quelli del Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann", sono tenuti a non proporre ai loro clienti nessuno dei vari oggetti indicati come "rimedi" (schermature, protezioni, ecc.) alle zone di disturbo poiché con le prove che sono state fatte in gran numero proprio dallo stesso Gruppo di Ricerca fondato dal dr. Hartmann questi oggetti non hanno mai confermato le prerogative che i fabbricanti attribuivano loro, e alla fine si configuravano come oggetti inutili o dannosi. Il dottor Hartmann per primo si rese conto che nei pochi casi in cui vi era un miglioramento della situazione questo era dovuto ad un effetto placebo e con i suoi collaboratori calcolò anche la durata di tale effetto che varia da uno a tre mesi. Hartmann, constatata l'inefficacia di questi "rimedi", divenne anche consulente legale del tribunale nelle cause intentate contro i fabbricanti di quei prodotti. Chi si riempie la bocca del suo nome per vendere "schermature" o "oggetti antidisturbo", come li definiscono i nostri colleghi tedeschi, lo fa quindi a sproposito e abusivamente. L’Istituto GEA interviene quindi anche nel campo della deontologia professionale degli Esperti in Analisi Energetica con un severo Regolamento Deontologico, contenuto nello Statuto, al quale sono tenuti ad adeguarsi gli Esperti che fanno parte del Registro professionale degli Esperti in Analisi Geobiofisica dei Luoghi tenuto dall’Istituto. Inoltre l'Istituto GEA interviene nel settore dell'analisi percettiva dell'ambiente con l'istituzione di una nuova Scuola di Pensiero che ha come espressione i Laboratori di Autovalutazione Percettiva, i Laboratori di Geologia Percettiva e il corso di formazione professionale per Esperti in Analisi Geobiofisica dell'Ambiente, oltre all’intervento didattico nelle scuole per gli alunni e per gli insegnanti. Questa nuova scuola di pensiero si concretizza nella formazione e nella diffusione dell’elenco di Esperti che dopo essersi diplomati al corso hanno superato la prova pratica di ammissione al Registro e forniscono così la garanzia di operare professionalmente e deontologicamente.
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