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"I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo"   Hillary Clinton 21.01.2010

Corso Professionale in Analisi Geobiofisica dell'Ambiente - primavera 2011

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LA NOCIVITA' DELLE ZONE DI DISTURBO E' DIMOSTRATA SCIENTIFICAMENTE  pubblichiamo le conclusioni dello studio “RISIKOFAKTOR STANDORT" studio scientifico sugli effetti del luogo sulla salute umana" del prof. dr Otto Bergsmann, studio ufficiale dell’Università di Vienna finanziato dallo stato austriaco: Bergsmann dr. Otto “Risikofaktor Standort” Facultas Verlag, Wien 1990. Leggi tutto...


NUOVE BASI PER L'ANALISI GEOBIOFISICA E LA GEOBIOLOGIA l'Istituto GEA - Geobiofisica e Ambiente - si era riproposto, sin dal convegno con il quale si è presentato al pubblico, al SANA del 1997, di avviare contatti con il Forschungskreis fur Geobiologie, il Gruppo di Ricerca per la Geobiologia fondato dal dr. Ernst Hartmann... Leggi tutto...

 

EFFETTI DELLE ZONE GEOPATOGENE SULLA SALUTE  proponiamo l'articolo di un medico del Gruppo per la Ricerca in Geobiologia "dr. E. Hartmann": Frequenza e diagnosi di carichi geopatogeni nella prassi medica. «Il problema della presenza di zone di disturbo in corrispondenza del sito in cui si dorme è molto discusso nell'ambito della classe medica. E' appoggiato da coloro che praticano medicine olistiche (naturopati, omeopati, ecc.)...» Leggi tutto...


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NUOVO STUDIO SVEDESE SUGLI EFFETTI DEL CELLULARE SUL CERVELLO solo il 2% dei bambini e degli adolescenti utilizza gli auricolari «il che è preoccupante - sottolineano i ricercatori svedesi - poiché non sono stati ancora chiariti gli effetti sul lungo periodo dell'esposizione alle onde elettromagnetiche. Al momento si prende in considerazione solo il cosiddetto "effetto termico", ma potrebbero esserci altri fattori indipendenti dal riscaldamento di cui potremmo renderci conto solo dopo molti anni». Leggi tutto... vai ad articolo correlato in inglese.

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IMPRESSIONI DI SARDEGNA   la Sardegna si presta più di ogni altro luogo in Italia a interpretazioni fantasiose sia da parte "ufficiale", sia da parte di chi si dice esperto in "energie sottili". Molte persone ci chiedono cosa ne pensiamo dei supposti "luoghi di guarigione" come le tombe di giganti. Per questo pubblichiamo una serie di contributi, dal nostro punto di vista contrario al mercato new-age delle "guarigioni" facili, su alcuni luoghi significativi della Sardegna preistorica e nuragicaLeggi tutto...

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LE DOMANDE PIU' FREQUENTI

- GEOBIOFISICA e GEOBIOLOGIA

- COSTI DELL'ANALISI GEOBIOFISICA-GEOBIOLOGICA

- PSEUDO-SCHERMATURE 

- NOCIVITA' DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI TECNICI

 

DOMANDE SULLA GEOBIOFISICA E SULLA GEOBIOLOGIA 

Che cos'è la "Geobiofisica" a cui l'Istituto GEA si richiama?

L’Istituto GEA utilizza un’accezione particolare e ristretta del termine scientifico "Geobiofisica" che usa come attributo per definire un tipo di analisi ambientale che valuta la percezione dello scambio energetico del terreno da parte degli abitanti e le relative conseguenze sul benessere e sulla salute. Questa analisi è una peculiarità dell'Istituto GEA e si basa sulle considerazioni che il territorio (il substrato geologico) ha uno scambio energetico (leggibile con la spettrometria aerea o satellitare) e che le persone modificano il loro stato in relazione a queste caratteristiche energetiche del terreno.    In pratica l'esperto valuta percettivamente lo scambio energetico del terreno sulla base delle modificazioni che avvengono nel suo corpo e del codice di interpretazione di queste modificazioni dovuto alla conoscenza e alla consapevolezza di cosa gli succede nelle varie situazioni. I terreni, semplificando, possono essere in "assorbanza" cioè assorbire l'energia delle persone; "neutri" o in equilibrio energetico e quindi non interferire sull'energia delle persone; in "emittanza" cioè emettere energia. Se l’intensità dell’emissione o dell'assorbimento energetici del substrato geologico è eccessiva, nelle persone si ha una situazione di stress cronico, causato dal luogo, che provoca blocchi energetici o per eccessiva carica o per troppa scarica energetica. Questa situazione energetica normalmente è diffusa ad un'area abbastanza vasta del territorio che supera sempre le dimensioni della singola abitazione. Entro certi limiti le persone originarie del luogo si adeguano e sopportano meglio questo stress di quelle venute ad abitarvi da altri posti. L'analisi geobiofisica permette quindi di stabilire la prevalenza di assorbanza o di emittanza nello scambio energetico del luogo e di esprimere considerazioni sulla vocazione energetica del luogo. Inoltre permette di stabilire se la correlazione tra sito analizzato e attuali abitanti è più o meno compatibile con la salute e il benessere. L'Istituto GEA ha introdotto il termine "geobiofisica" nel linguaggio specifico delle analisi energetiche dell'ambiente formulando le seguenti definizioni inserite nello statuto:

Analisi Geobiofisica= ambito disciplinare che studia le relazioni tra gli organismi viventi e le dinamiche energetiche del Pianeta.

Analisi Geobiofisica dell’ambiente (o del sito)= lo studio percettivo delle energie naturali presenti nell'ambiente, condotto da persone con formazione professionale tale da distinguere e classificare le percezioni indotte dagli scambi energetici presenti nell'ambiente. Rappresenta l'applicazione pratica dell’Analisi Geobiofisica e si ottiene restringendo il campo di indagine al microterritorio e agli insediamenti abitativi.

 

In pratica in cosa consiste l'analisi geobiofisica? 

L’Analisi Geobiofisica è vista dall’Istituto GEA come un aspetto della ricerca scientifica che  si fonda sulla base empirica di osservazioni sistematiche (e non esclusivamente sulla misurazione e su analisi quantitative) e si esprime con la creazione di modelli coerenti, cioè con l'interconnessione dei dati osservati in una rete logica e coerente di concetti. L’Analisi Geobiofisica si occupa di qualità più che di quantità e si fonda su un’esperienza largamente condivisa più che su misurazioni, pur quantificando le sue asserzioni ogni volta che questo metodo risulta appropriato.        L'Analisi Geobiofisica nella pratica professionale dell’analisi energetica dei luoghi è intesa come “arte scientifica” e consiste nell'applicare l'analisi percettiva alla conformazione geologica dei substrati e agli stati energetici connessi; si colloca entro l'analisi energetica dell'ambiente, la quale prevede l'utilizzo di tutte le informazioni e le strumentazioni tecnologiche disponibili ed anche della percezione consapevole umana per trarre tutte le informazioni necessarie sullo stato energetico dell'ambiente analizzato. In pratica si utilizza la percezione perchè le informazioni disponibili sulle carte o sui rilievi spettrometrici sono ad una scala più vasta e generica di quella necessaria per determinare la situazione in un'abitazione o in un terreno di progetto, ma nella valutazione si tiene conto anche di tutte le informazioni generali fornite da questi strumenti.

 

In cosa consiste l'analisi energetica del luogo che si dovrebbe fare quando si progettano delle abitazioni?

L'analisi geobiofisica, l'indagine geobiologica, e la misura strumentale tecnica sono le componenti dell’analisi della situazione energetica del luogo. Questa è una delle indagini necessarie per l’analisi completa di un sito, assieme ad altre analisi ecologiche e biologiche riguardanti le varie forme di inquinamento, le emergenze naturalistiche, la situazione dell’esposizione solare e dei venti dominanti ecc.. L’analisi della situazione elettromagnetica è necessaria per esprimere una valutazione sulla qualità del sito (valutazione che è sempre prevista negli interventi di bioarchitettura/architettura bioecologica) e riguarda gli aspetti elettromagnetici del sito. Si avvale di due tipi di indagine: l'indagine geobiofisica e geobiologica delle irradiazioni naturali e l'indagine strumentale delle irradiazioni artificiali, ciascuna delle quali si compone di diverse rilevazioni e misurazioni atte a fornire la sintesi dello stato elettromagnetico del luogo indagato. Di queste, l'analisi geobiofisica e l'indagine geobiologica sono svolte con il metodo percettivo, cioè utilizzando l’ipersensibilità di un operatore ai campi elettromagnetici e la capacità professionale di distinguerli e di appurare la loro nocività.

 

Che cos'è la Geobiologia ?

Il dr. Ernst Hartmann utilizzò per primo la parola "Geo-biologie" nel significato di "biologicità del terreno" volendo rimarcare che perché gli abitanti restassero in salute il substrato della loro casa (geo) doveva essere biologicamente confacente, cioè adatto alla vita delle persone (biologico). Il termine esisteva già come specifico scientifico indicante la relazione tra l'evoluzione geologica del Pianeta e l'evoluzione della vita sul Pianeta e vi sono facoltà universitarie anche in Italia che propongono corsi o insegnamenti di Geobiologia in questo senso, ma ovviamente non hanno alcun riferimento a quanto inteso dal dr Hartmann. Infatti, sull'esempio del termine "Geo-biologie" quando in Germania venne fondata l'architettura attenta alla salute degli abitanti fu definita "Bau-biologie" cioè "biologicità del costruito" con una sintesi linguistica non ben traducibile in italiano.    In pratica la "geobiologia" si occupa di individuare le zone di disturbo e quindi di stabilire la corretta posizione dei letti. Attualmente per indicazione dello stesso dr. Hartmann è integrata con la "Elettro-biologie" cioè con la misurazione strumentale dell'intensità del campo elettrico, del campo magnetico e delle radio onde. E' un'analisi dell'abitazione che in Germania è richiesta da moltissime persone poiché fa parte del loro concetto di "igiene abitativa": come nel passato gli Heilpratiker (naturopati) si occupavano di vedere se le abitazioni possedevano le norme igieniche relative ad arieggiamento, illuminazione, riscaldamento, ecc., ora si occupano di verificare anche le condizioni di "igiene elettromagnetica", altrettanto importanti per l'inquadramento diagnostico dei pazienti da parte dei medici curanti.  Non vi è quindi in origine alcun collegamento tra la "geobiologia" e il concetto, fatto passare attualmente dalle ditte produttrici di pseudoschermature, di "bonifica" o di "schermatura" degli ambienti abitativi; nemmeno il concetto di "domoterapia" formulato come medico dal dr. Hartmann aveva nulla a che fare con la disposizione di pseudoschermature poiché indicava la necessità di modificare la situazione in cui vivevano i pazienti cambiando posizione ai letti se fossero stati in coincidenza di zone di disturbo ed evitando i materiali e le sostanze chimiche nocive. Riassumendo: "geobiologia" vuol dire analisi delle stanze per rintracciare le zone di disturbo da evitare; "geobiologia" non vuol dire acquisto di stuoie o altri oggetti pseudo-schermanti.

  

Cosa sono le "zone di disturbo" e perché sono nocive?

Le zone di disturbo sono "microzone" energeticamente attive dovute a fenomeni geologici quali scorrimenti di acqua sotterranea, linee di fratturazione o dislocazione delle rocce del substrato, faglie e ai punti di massima intensità dei reticoli energetici (nel sito si può trovare il catalogo completo delle zone di disturbo stilato dall'Istituto GEA). Questi fenomeni causano un campo energetico in superficie, molto verticalizzato come una "parete" invisibile, e questo campo può coinvolgere chi dorme. La nocività delle zone di disturbo è data dal permanere a lungo esposti all'irradiazione di queste "microzone" attive. Questa esposizione provoca la "focalizzazione" che tenendo in continua irritazione una parte dell’organismo crea una ipertrofia immunitaria locale che causa autoaggressione e, alla lunga, esaurisce le difese immunitarie generali, permettendo così che si possano instaurare o aggravare le patologie che sono peculiari della genetica e della tipologia caratteriale della persona. Si può riscontrare l’insorgenza delle patologie proprio nei distretti corporei interessati dalle zone di disturbo che insistono sull’organismo a riposo, o - più raramente - le patologie si riscontrano negli organi legati energeticamente secondo la Medicina Tradizionale Cinese o per catena ormonale a quello irradiato.


Si sente parlare di "geopatia" e di "geopatologia", le due parole hanno significati diversi?

In Medicina Funzionale si indica come geopatia il malessere dovuto alla permanenza in corrispondenza di zone di disturbo o di aree non adatte alla permanenza umana, malessere che non si configura ancora come una vera e propria patologia. È la situazione che di solito emerge dall'analisi geobiofisica del sito.   Si indicano invece come geopatologie le vere e proprie patologie dovute, come causa principale, all’esposizione alle zone di disturbo. È la situazione che emerge da una diagnosi medica approfondita in questo senso e che può essere prevenuta con l'analisi geobiologica del sito e la conseguente disposizione dei letti in zone non irradiate.  Se si può fare una correlazione diretta tra l’insorgenza di una patologia e una determinata zona di permanenza questa zona si  definisce “zona geopatogena” o, come introdotto dalla Geobiologie tedesca, "zona di disturbo" (non certo quindi "geopatia" come fanno alcuni geobiologi!).    L'evidenza clinica dei medici più evoluti, esperti in Medicina Tradizionale Cinese e in Medicina Funzionale, dimostra che dormendo o sostando a lungo in corrispondenza delle zone di disturbo si altera notevolmente la normale funzionalità del sistema immunitario che instaura un’iperattività con autoaggressione nel settore irradiato e una corrispondente mancanza in altri settori, fino alla caduta delle difese. Il sistema immunitario quindi si squilibra fino ad arrivare al pericolo grave. Questa situazione è definita "geopatologia.

 

Cosa succede se dormendo si è esposti ad una "zona di disturbo" e perché è così importante il posto dove si dorme?

Nelle parti del corpo irradiate da una zona di disturbo si ha una "focalizzazione" che avvia o alimenta il processo di infiammazione, invecchiamento e degenerazione dei tessuti. Questo processo di "ipertrofia immunitaria locale" dà origine alle patologie autoimmuni o degenerative croniche, e alla fine anche ai tumori. Non esiste una correlazione tra l'esposizione alle zone di disturbo e una singola patologia precisa: la patologia che si potrà scatenare dipende dall'ereditarietà e dallo stile di vita, ma sarà quasi sicuramente a carico di un organo o di un tessuto compreso nella porzione di corpo che è stata irradiata per molto tempo.        Il posto del letto è importante perché l'irradiazione delle zone di disturbo naturali è a bassissima intensità e per causare effetti (geopatologie) deve essere ripetuta nel tempo per un numero elevato di ore, quindi le posizioni più pericolose sono quelle dei letti dove, se vi è una zona di disturbo, ogni notte si ripete l'esposizione per 7-8 ore arrivando a 2300-2600 ore l'anno. Nel sonno il sistema immunitario è già in iperattivazione, quindi è più suscettibile di innescare l'aggressione autoimmunitaria perciò dormendo siamo più esposti ai danni delle irradiazioni e delle informazioni nocive.  La ripetizione continua dell’esposizione all’irradiazione delle zone di disturbo diventa una fonte di infiammazione per gli organismi coinvolti. Questa situazione di reiterazione si ha tipicamente per il posto in cui si dorme che spesso resta fisso per decenni. Fortunatamente nelle abitazioni sono sempre presenti “zone neutre” dove disporre i letti e solo in casi molto rari ed estremi l’intera estensione della casa può risultare coinvolta da una zona di disturbo (grandi faglie).

 

Ci sono degli studi scientifici che dimostrino la nocività delle "zone di disturbo"? 

L’Analisi Geobiofisica è in relazione con le conoscenze della disciplina medica definita "Geopatologia" con la quale scambia dati ed esperienze. La Geopatologia infatti ha ottenuto la dimostrazione che il protrarsi nel tempo dello stress creato dal luogo è un fattore di rischio molto importante per la salute. È stato condotto uno studio scientifico “Fattore di rischio del sito, ricerca scientifica sul problema dell’influsso delle zone "rabdomantiche" sugli esseri umani”, Bergsmann dr. Otto:  “Risikofaktor Standort, Rutengängerzone und Mensch”,  Facultas Universitäts Verlag, Wien 1990, finanziato dallo stato austriaco per verificare se davvero insorgono alterazioni alla salute con la permanenza in zone considerate “di disturbo” individuate con metodiche "rabdomantiche". Questo studio, condotto da un medico inizialmente scettico, è molto importante poiché ha dimostrato che anche con una breve permanenza in queste zone di disturbo avviene una reale variazione dello stato ormonale (serotonina) e di altri parametri che coinvolgono lo stato di salute (24 parametri biologici analizzati su 985 persone con 6943 esami) tra cui la VES che conferma l'effetto infiammatorio. Le conclusioni cui giunge questo studio sono i più validi supporti scientifici alla necessità di non permanere, almeno mentre si sta dormendo, in corrispondenza dell’irradiazione di microzone con caratteristiche disturbanti (zone di disturbo). Si riportano alcuni passi di queste conclusioni: - ...In questo caso su 24 parametri o fenomeni analizzati, in 12 si era riscontrato un influsso molto significativo dovuto al luogo sul comportamento della regolazione, in 5 una tendenza, in 6 nessun influsso.  Per come è strutturata la nostra ricerca, la variazione di un solo parametro sarebbe già una prova dell’effetto del sito... L’effetto dei fattori ambientali sui sistemi di regolazione dell’organismo umano è senza dubbio suffragato da questo fatto... Se i risultati della ricerca sono catalogati e valutati in base alla significatività biometrica sono in posizione di primo piano il comportamento della Serotonina e della VES... La Serotonina si riduce nella zona di disturbo ed il suo precursore metabolico, il triptofano, si alza tendenzialmente. Questo può essere interpretato come un processo di compensazione... La serotonina è da un lato il neurotrasmettitore del sistema parasimpatico, che ha il compito di predisporre l’energia; d’altro lato, in questa sua caratteristica ha un effetto tranquillante per cui viene anche definita come un “sonnifero”. Dalle nostre ricerche non è possibile cogliere come e perché si arriva ad una riduzione della Serotonina. Bisogna prendere atto del risultato come di un fatto. Bisogna però anche tener presente che alcuni sintomi di eccitazione attribuiti all’effetto del sito, quali per es. insonnia, nervosismo, ecc. possono essere attribuiti alla carenza di Serotonina... l’iperattività è presente in caso di carenza di Serotonina ... L’effetto del sito non dà luogo ad un processo che conduce inevitabilmente alla malattia. È piuttosto un fattore di rischio, il quale può intensificare l’effetto di diversi fattori patogeni... solo nell’interazione con questi altri fattori, il fattore di rischio dovuto al luogo può acquisire un’importanza patogena. ... È certo che una delle misure (di prevenzione) più importanti è realizzare una condotta di vita flessibile con cui evitare da un lato lo stress prolungato dovuto alla permanenza in una zona perturbata e dall’altro lato ridurre i disturbi vegetativi. ... Risulta quale conseguenza logica che il cambiamento del sito non può sostituire la terapia medica, ma può tuttavia essere di sostegno alla terapia medica.

 

Ho un problema di insonnia cronica e mi è successo di vagare da un medico all'altro, sottopormi a un sacco di esami clinici senza risolvere niente. L'unica risposta che ho ottenuto finora è che è un problema psicosomatico. Purtroppo non è facile spiegare ai medici "normali" che molti fattori possono essere causa di insonnia; mi chiedo perciò se può essere la posizione del letto a causare l'insonnia, o piuttosto un'allergia alimentare? 

Se è vero che l'allergia alimentare provoca sicuramente sintomi come l'insonnia, bisogna considerare anche altri fattori come l'eventuale esposizione a campi elettromagnetici naturali o artificiali, specialmente se ad essere più esposta è la testa.   Consigliamo quindi per l'immediato di provare ad eliminare tutte le apparecchiature elettriche dai dintorni del letto, comprese lampade da comodino ecc. lasciando solo apparecchi a batteria. Poi, se non dovesse cambiare nulla, di spostare il letto di un po' per provare ad evitare un eventuale disturbo naturale, sapendo però che operando lo spostamento alla cieca, senza la mappa delle zone di disturbo fornita dall'analisi di un nostro Esperto, non si ha la garanzia di uscire dall'eventuale disturbo; ma provare non nuoce. É evidente inoltre che se vi fosse una origine esterna di un campo elettromagnetico tecnico come un cavo dell'alta tensione o un'antenna trasmittente molto vicini, questi consigli sarebbero inutili, però è opportuno dare un'occhiata fuori e accertarsi della presenza o meno di questi fattori di disturbo. 

 

Viviamo in un alloggio al 5° ed ultimo piano di un condominio. Mio marito vive in questa casa da 50 anni senza problemi. Viviamo insieme da 15. Io quando sono nella camera da letto sono spesso agitata, in tensione e, da sempre, ho dei problemi a dormire. Mio marito invece non accusa alcuna problematica. Come si può spiegare?

E' normale che tra i due coniugi la sensibilità ad eventuali disturbi geobiofisici o geobiologici sia diversa e che prevalga in uno mentre l'altro sembri non accorgersene molto; vi è anche il fatto che suo marito è cresciuto in quella casa standoci per 50 anni quindi si è abituato (assuefatto) al tipo di scambio energetico presente nel substrato geologico e ad eventuali microzone di disturbo locali; mentre lei è arrivata lì 15 anni fa e quindi sente maggiormente eventuali disagi; sicuramente sarebbe interessante per lei ricordare le primissime sensazioni provate nel dormire in quella stanza, prima di abituarsi. Per l'aspetto elettromagnetico, il possibile irraggiamento nocivo dovuto a fonti tecnologiche o naturali, la nostra esperienza ci porta a pensare che potrebbe esserci una situazione geobiofisica (lo scambio energetico del substrato con le persone) che a lei non è confacente e che invece suo marito tollera bene; mentre a livello particolare della sua stanza potrebbe esserci una zona di disturbo locale che coinvolge solo lei.

 

Abbiamo già fatto uno spostamento del letto all'interno della stanza che essendo piccola non consente molte manovre. Ma la situazione non è migliorata così mi piacerebbe chiedere un'analisi geobiologica. Sono però molto preoccupata per l'esito della consulenza perchè per vari motivi l'ipotesi di cambiare casa non è praticabile.  

potrebbe esserci una zona di disturbo abbastanza estesa o disposta in modo tale da influire su comunque anche dopo lo spostamento del letto; non si può saperlo da lontano, i nostri esperti non sono "maghi" ma soggetti ipersensibili al magnetismo che utilizzano questa dote genetica per individuare le zone di disturbo naturali per le quali non vi sono ancora strumenti elettronici di misurazione e per capire come avviene lo scambio energetico del territorio dove si trova, se cioè è in assorbanza (assorbimento di energia), in emittanza (emissione di energia) o "bilanciato", ma devono essere sul posto, cioè devono fare un sopralluogo.  Noi dell'Istituto GEA sappiamo che si tratta di elettromagnetismo naturale, perciò rifuggiamo l'esoterismo (pur non chiudendo la porta alle possibilità). Ma per valutare dove è bene mettere il letto l'esoterismo non serve, anzi danneggia; serve invece il pragmatismo, e la metodologia, cose che insegnano in Germania al corso del Forschungskreis fur Geobiologie "dr Ernst Hartmann".   La sua preoccupazione rispetto all'ipotesi di cambiare casa è comprensibile, ma è una possibilità davvero molto rara: in tanti anni di consulenze i nostri esperti lo hanno dovuto consigliare solo a pochissime persone che vivevano in situazioni totalmente compromesse da faglie o da estesi paleoalvei (scorrimenti veloci di acqua sotterranea); invece a qualche persona in più hanno dovuto dire di cambiare stanza, mentre per la grande maggioranza dei casi è stata trovata una adeguata posizione del letto nella stessa stanza già occupata. Speriamo che sia così anche per lei, anche se ha una stanza piccola, al massimo dovrà cambiare le funzioni abitative trasformando in camera matrimoniale uno studio o la camera degli ospiti. Il compito dei nostri esperti è quello di fornire una mappa corretta e una relazione che la illustri e di dare dei consigli riguardo alla possibile posizione del letto. Le scelte poi le farete voi, e prima di farle potrà anche consultarsi con il suo medico una volta che avrà mappa e relazione da mostrargli.

 

Ho un gatto che predilige alcuni posti della casa per dormire, uno di questi posti è il mio letto; ho sentito in un programma televisivo che i gatti dormono sui "nodi" geopatici: devo preoccuparmi e spostare il letto?

Da decenni ogni volta che si parla di geobiologia esce sempre l'esempio del gatto che dormirebbe sugli incroci del reticolo energetico parallelo al nord (detto di Hartmann) e pare che siano stati proprio i collaboratori del dr. Hartmann a mettere in giro questa voce molti anni fa, sebbene a noi questa voce richiami molto l'assurda accusa medievale contro i gatti accusati di essere "complici" delle streghe e per questo perseguitati, invece di essere tenuti in gran conto perché cacciatori dei topi le cui pulci portavano la peste (solo la Repubblica di Venezia proteggeva i gatti con pene severe per chi li avesse molestati o uccisi). L'esperienza di alcuni nostri esperti che hanno in casa gatti ci dice però che quando dormono completamente rilassati, voltati a pancia in su, sono sempre in posti non disturbati; quando dormono con un occhio solo (un solo cervello) alla volta, accoccolati, possono anche essere su zone disturbate poiché per un certo periodo non ne risentono, anzi al contrario di noi e della maggior parte degli altri mammiferi, possono utilizzarle per caricarsi. Possono non vuol dire devono: infatti a nostro parere i gatti sono dei veri esperti di Feng Shui nel scegliere i posti e in genere li scelgono in modo tale da "dominare" l'ambiente e controllare le vie di accesso e le persone, più che perché vi sono zone di disturbo. Inoltre, nonostante nei programmi televisivi si esprimano in questo modo scorretto, nel nostro modo di esprimerci mutuato da quello del Gruppo di Ricerca per la Geobiologia del dr. Hartmann "nodi" non significa niente, si parla invece di zone di disturbo, alcune delle quali sono dovute ai punti di massima intensità (detti "incroci") dei reticoli energetici, altre alla situazione geologica; il luogo può essere "geopatogeno" cioè generatore di patologia dovuta al terreno, non "geopatico" che invece significa "che è ammalato per il luogo" al pari di "cardiopatico": che è ammalato per il cuore. Rispetto infine ad un eventuale spostamento del letto, per dire che vi è una zona di disturbo non ci si può fidare della scelta del gatto per riposarci, ma si dovrebbe farlo dopo aver avuto una mappa delle zone di disturbo presenti nella stanza in modo da andare a colpo sicuro. Però se proprio vuol provare dovrebbe osservare se, dopo aver spostato il letto, il gatto va ancora nello stesso posto (ad esempio sempre in corrispondenza al punto in cui dorme lei) oppure si sposta di conseguenza cercando nuovamente il punto che si sospetta disturbato. Ma attenzione: i gatti a volte ci scherzano, tanto a loro queste zone di disturbo non fanno molto male! 

 

Se è così importante dove si dorme, come dovrebbe essere un buon letto?

Un buon letto è un letto biologico fatto di legno senza troppo ferro nel telaio, cioè che possibilmente non abbia l'intelaiatura per sostenere le doghe fatta da un rettangolo in acciaio. Bio per via degli impregnanti e delle vernici tossiche che ci sono nei letti normali. Di questi ultimi sono acquistabili solo quelli destinati anche al mercato tedesco e quindi certificati a basso contenuto di formaldeide come prescritto dalle norme tedesche. Un buon materasso è un materasso naturale o biologico abbastanza rigido ma non troppo per non vanificare l'effetto delle doghe; può essere in lattice o in altri materiali naturali; anche quelli vecchio tipo di lana vanno bene, soprattutto con sopra una coperta merinos, ma solo se si hanno delle doghe fisse. I materassi industriali in lattice vanno anche bene se hanno la traforatura per lo scambio d'aria, ma spesso il lattice nella lavorazione è trattato con il latte (caseina), così come  - del resto - succede anche in quelli bio. Possiamo consigliare i letti di "Tra Terra e Cielo" che ne hanno uno veramente bello. Naturalmente non sappiamo i prezzi.

    

DOMANDE SUI COSTI DELLE ANALISI GEOBIOFISICHE-GEOBIOLOGICHE 

Quanto può costare un'analisi geobiofisica-geobiologica?

E' difficile prevedere la spesa di queste analisi poiché ogni operatore applica parametri diversi al calcolo del preventivo di spesa. Limitando il campo a chi propone SOLO l'analisi geobiologica o geobiofisica-geobiologica senza vendere nulla, le parcelle possono essere basse o molto alte a seconda dell'operatore. Non parliamo qui di chi fa pagare il "tentativo di vendita" di un prodotto che dovrebbe avere delle proprietà magicamente schermanti, facendolo passare per un'analisi geobiologica, poiché si tratta di una truffa nella truffa in quanto i tentativi di vendita con dimostrazione del prodotto devono essere gratuiti; è chiaro quindi che qualsiasi costo per una finta analisi geobiologica, che in realtà è una dimostrazione di un prodotto per tentare di venderlo, non può assolutamente essere paragonato alle parcelle professionali chieste dagli esperti seri. per quel che riguarda gli Esperti presenti nel Registro E.A.G.L. curato dall'Istituto GEA il preventivo di spesa dipende dalla natura delle aree da analizzare - se terreni o appartamenti - dalla superficie o dal numero di stanze da analizzare e dall'approfondimento richiesto nell'analisi. Non vi sono costi aggiuntivi per l'analisi geobiofisica che è premessa indispensabile alla rilevazione geobiologica delle zone di disturbo. Gli esperti dell'Istituto GEA forniscono un'analisi completa, corredata da una relazione esplicativa e dalla mappa delle zone di disturbo individuate, e formulano un preventivo di spesa basandosi principalmente sulla natura del sito da analizzare e NON SUL TEMPO IMPIEGATO per effettuare l'analisi. Inoltre hanno una tariffa minima che devono rispettare, cioè non possono chiedere una cifra inferiore a quella stabilita come parcella minima dal Consiglio Direttivo dell'Istituto GEA. Ovviamente oltre al rimborso delle spese vive di viaggio ed eventuale pernottamento.


Quanto può costare l'analisi geobiologica della mia camera matrimoniale?

I costi delle analisi variano da esperto ad esperto; l'Istituto GEA indica ai suoi Esperti solo i costi minimi da chiedere comunque, quindi sarà richiesto un costo uguale o superiore a quanto da noi proposto come tariffa minima, questo significa che i nostri esperti devono chiedere una parcella per qualsiasi lavoro di analisi geobiofisica-geobiologica, per quanto piccolo sia, più il rimborso spese di viaggio ed eventuale permanenza.  Seguendo le indicazioni date dal dottor Ernst Hartmann per cui il fattore economico non dovrebbe impedire a nessuna famiglia di ottenere un'analisi geobiologica, in generale i costi degli interventi dei nostri esperti sono sostenibili da tutti e sono sempre molto minori di quelli di una "stuoia schermante" che in realtà non serve a niente. 

 

DOMANDE SULLE PSEUDO-SCHERMATURE

Queste "schermature" vendute per ripararsi dagli effetti geopatogeni sono innocue o fanno anche male?

A nostro modo di vedere le cosiddette "schermature" sono nocive INDIRETTAMENTE poiché fanno credere a chi li acquista di essere "immuni" dagli effetti delle zone di disturbo quando invece si continua ad essere sottoposti a queste dannose irradiazioni.  Come materiali in genere le "schermature" sono inerti, tutt'al più si potranno fare delle critiche rispetto all'ecologicità, alla riciclabilità, ecc. ma in genere sono oggetti inerti investiti di poteri eccezionali dall'aura magica con cui sono venduti.  Ci sono delle eccezioni costituite da quegli oggetti che hanno dentro un trasmettitore di radioonde di varie frequenze o da quelle stuoie che hanno dentro delle bande magnetizzate o dei magneti: questi strumenti sono attivi perché immettono nell'ambiente circostante un campo elettromagnetico o magnetico che può avere un'influenza negativa sull'organismo umano soprattutto se ne viene in contatto per molte ore al giorno e a distanza ravvicinata; i fabbricanti non eseguono test e non dichiarano nulla a proposito di effetti collaterali o cautele da tenere, ad esempio in caso di portatori di pace-maker, mentre la somministrazione di un campo elettromagnetico o magnetico sul lungo periodo può avere effetti paragonabili a quelli di un farmaco chimico, effetti collaterali compresi. La nocività indiretta che hanno le stuoie "schermanti" e tutti gli altri oggetti "antidisturbo" è dovuta quindi al fatto che inducono un'illusoria sicurezza nelle persone che credono di essere così magicamente protette dagli effetti del contatto con l'irradiazione della zona di disturbo o del campo elettromagnetico tecnologico e quindi non prendono precauzioni rimanendo però esposti alla nocività e al danno conseguente, dato che tutti gli oggetti e le stuoie in commercio non hanno alcun effetto sulle emissioni elettromagnetiche tecniche e sulle zone di disturbo naturali. Non possono avere effetti schermanti poichè si ha a che fare con radiazioni, tecniche o naturali che siano, che oltrepassano tutti i materiali e la ragionevolezza e l'esperienza pratica di chi come noi è ipersensibile e quindi in grado di percepire bene questi campi dice che ci vorrebbe ben altro che una stuoia "schermante" per irradiazioni che oltrepassano spessi strati di terreno.  In pratica gli oggetti antidisturbo fanno male poiché lasciano le persone esposte alle zone di disturbo convinte di non subire alcun danno, inconsapevoli, e questo peggiora la situazione per la persona esposta rispetto anche al non sapere niente di geopatologia o al non crederci.  Secondo il FFG "dr. E. Hartmann" (gruppo tedesco fondato dal medico Ernst Hartmann per studiare la geobiologia e la geopatologia) l'effetto placebo indotto dall'acquisto di uno di questi oggetti antidisturbo dura da uno a tre mesi, raramente di più; dopo di che la persona si rende conto che non è cambiato nulla e allora ha due strade davanti: proseguire nel pensiero magico della chimera della "schermatura" e andare alla ricerca della "stuoia giusta" o dell' "oggetto antidisturbo migliore" imboccando una via che porta a spendere molti soldi per niente in una spirale perversa simile a quella in cui cadono gli sprovveduti clienti dei "maghi", oppure ammettere che queste "schermature" non servono a niente e che è meglio sapere dove dormire per non essere coinvolti dalle irradiazioni nocive.

 

Mi hanno consigliato di portare addosso della tormalina nera (un cristallo) per difendermi dai campi elettromagnetici, cosa ne pensate, può davvero funzionare?

Da un punto di vista razionale, se ci fosse un effetto di quel genere da parte della tormalina, sarebbe un effetto sulla persona che la porta addosso e non come "schermatura" (cioè come una specie di scudo) dal campo, che la persona continua comunque a ricevere che abbia o meno addosso la tormalina.  Per essere efficace la tormalina dovrebbe attivare le difese o equilibrare il sistema immunitario impedendo l'infiammazione, naturalmente questo effetto costerebbe energia all'organismo e non si può comunque pensare di vivere sotto un elettrodotto o vicinissimi ad un trasmettitore solo perchè si ha addosso della tormalina! Se invece pensiamo in modo "magico" la riteniamo un "amuleto" che "scaccia" il moderno malocchio dei campi elettromagnetici e ci protegge nel senso di non farceli arrivare addosso come uno "scudo". Questa versione, frequente da sentire, è però smentita dalle misurazioni oggettive, effettuate con gli strumenti elettronici, quindi è sicuramente più saggio esporsi il meno possibile ai campi elettromagnetici in ogni caso. 

 

DOMANDE SULLA NOCIVITA' DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI TECNICI

Per quale motivo le emissioni elettromagnetiche dovute alle tecnologie che ci circondano possono essere nocive?

Se sappiamo che un alimento è in grado di nuocere a chi ne è allergico solo toccandolo perchè trasmette l'informazione allergizzante con le sue emissioni elettromagnetiche, sebbene queste siano di bassissima intensità, come possono campi molto più intensi quali il wi-fi o la telefonia cellulare o DECT non lasciare il loro "segno"?  Le informazioni che arrivano al corpo attraverso questi campi non sono biocompatibili e comportano reazioni da parte dell'organismo; queste reazioni sono blande se i campi sono diffusi (emessi da antenne sufficientemente lontane) o acute se sono "concentrati" (emessi da antenne molto vicine) e comunque entrambe le reazioni vanno nella direzione dell'irritazione-infiammazione e quindi lavorano contro di noi e a favore degli sbagli immunitari favoriti dall'infiammazione che portano all'autoaggressione immunitaria. La nocività dei campi elettromagnetici (tecnici e naturali) è dunque presto spiegata se si utilizza quest'ottica e non occorre attendere la conferma da ricerche scientifiche che arriveranno forse solo il secolo prossimo. 

 

Cosa pensare del sistema di connessione wifi ? Può considerarsi sicuro oppure ci sono delle riserve?

Rispetto al wi-fi nel 2008 in TV c'è stato un interessante numero di "Report" in cui esponevano principalmente le ricerche inglesi che avevano portato a sospendere il piano di espansione del sistema wi-fi nelle scuole. Se vuole trova qualcosa a riguardo in internet. Nelle scuole si usano emissioni molto più intense che in casa per la maggiore ampiezza degli spazi da collegare e dove è stato già sperimentato come in Inghilterra (appunto) studenti ed insegnanti appena viene installato il wi-fi accusano subito malesseri più o meno gravi, così come il personale delle biblioteche o degli altri uffici pubblici dove è stato installato, quindi c'è un temporaneo (speriamo definitivo!) blocco della tecnologia e dove viene proposta ora viene regolarmente respinta.  Il problema del wi-fi a casa è che è vicino all'operatore, quindi anche se la sua potenza è di molto inferiore a quella delle antenne di telefonia la minore distanza lo rende simile nella nocività. Poi ci sono due casi di utilizzo: l'uso domestico e l'uso pubblico. Per l'uso domestico si va a basse potenze ma l'emettitore è di solito abbastanza vicino alla persona; per l'uso pubblico è un po' meglio perchè gli emettitori sono più lontani dalle persone, ma in ogni caso ci si riempie di onde elettromagnetiche, come col cordless DECT di nuova generazione. Infatti negli ultimi tempi sono in crescita i casi di persone con la "sindrome da elettrosensibilità"cioè "allergici" al campo elettrico al quale sono sensibili in modo estremo e ne soffrono molto (di solito venendo scambiati per squilibrati da familiari e amici finchè qualcuno non gli dice che è una patologia precisa che in qualche Paese europeo è anche riconosciuta dal sistema sanitario nazionale) e a nostro parere questo aumento di casi è da attribuirsi all'aumento generale di emissione di campo elettrico nell'ambiente di vita e di lavoro effettuata con i sistemi di telecomunicazione. Il campo elettrico è anche la quasi totalità di quello emesso dal wi-fi perché nelle microonde il campo elettrico è molto preponderante su quello magnetico. Anche se non riteniamo sia nocivo come il campo magnetico a 50 Hz (elettrodotti, trasformatori, ecc.) sapendo che gli effetti del campo elettrico sono di contrazione muscolare e connettivale proponiamo di far uso di cavi schermati e disgiuntore seguendo la bioedilizia.  Le informazioni elettromagnetiche sono a base dell'omeopatia e come possono curare se sono vitali, possono anche far ammalare se non sono biocompatibili; i campi CEM usati per le teletrasmissioni risultano tutti non biocompatibili dai kilohertz fino alla soglia dell'infrarosso lontano; se sono a bassa intensità li sopportiamo, ma l'informazione antivitale passa lo stesso al corpo che deve mettere molte energie per contrastarla e in sostanza attualmente costituisce un campo di disturbo costante in tutto l'ambiente (radioTV, telefonia, altre trasmissioni, sono sempre presenti ovunque) i cui effetti sono ancora da studiare ma sicuramente non sono positivi per la salute. Con questo non vorremmo sembrare dei passatisti: siamo invece favorevoli alla connettività diffusa e gratuita ma possibilmente effettuandola con l'alternativa tecnologica che esiste ed è priva di effetti collaterali nocivi: si chiama fibra ottica! si potrebbe realizzare con migliaia di punti di connettività internet a fibra ottica senza nessuna emissione elettromagnetica, ma forse potrebbe costare un po' di più del wi-fi.

 

Mi preoccupa il fatto che il mio vicino coopera con un'azienda che fornisce il servizio wi-fi e ha messo un ripetitore sopra il tetto di casa sua. Potrebbe essere dannoso per noi che stiamo di fronte?

La distanza è il fattore chiave per la nocività dei CEM da trasmettitori, quindi se l'antenna wi-fi sul tetto deve servire un ampio raggio sarà proporzionalmente potente; la cella di telefonia in città ha di solito di 2,5 km di raggio ed è nociva nei primi 30-50 m al massimo; per quella di wi-fi si può fare una proporzione se si sa il raggio d'azione previsto.

 

Siamo preoccupati per le parabole satellitari che stanno spuntando come funghi sui balconi dei condomini nostri dirimpettai tutte rivolte verso il nostro alloggio, possono crearci problemi?   

Nel caso delle antenne di ricezione satellitare si tratta di riceventi che non emettono campo a meno che non siano rovinate e allora possono mandare il campo un po' oltre l'amplificatore ma ci si accorge di non vedere più nulla e di solito si fanno tarare o sostituire. Per queste parabole riceventi non ci sono problemi anche se sono apparentemente "puntate" verso il vostro appartamento. E' meglio non disporle in diretta corrispondenza con i letti all'interno della casa più che altro per via dei cavi elettrici che si devono collegare.  

 

Ci hanno regalato un nuovo telefono cordless a tecnologia "DECT", può essere nocivo per le sue emissioni elettromagnetiche? 

In casa si possono far installare più punti con la connessione che risolvono ogni esigenza, con  vari telefoni fissi, invece del cordless DECT che i tedeschi del Forschungskreis fur Geobiologie "dr E. Hartmann" considerano tra le maggiori fonti di nocività abitativa attualmente presenti poiché hanno un campo pulsante con 200 m di raggio con nocività per 20-30 m e quindi in un condominio una famiglia che lo ha inquina molto il suo appartamento e abbastanza tutti i vicini sotto, sopra e a lato. In una casa un raggio di 10-15 m è  più che sufficiente a raggiungere tutti i punti perchè difficilmente la casa è una reggia di più di 150 mq di base, quindi la tecnologia precedente al DECT era più che sufficiente e senza gravi emissioni (aveva meno potenza e trasmetteva in megahertz invece che in gigahertz). Perchè quindi sostituirla con una sicuramente più nociva?  E' questione di scelte: quelle fatte dalle aziende e dai governi in questi ultimi anni vanno in spregio di tutti gli avvertimenti dati da scienziati e medici e anche delle alternative tecnologiche esistenti per le quali si era speso un patrimonio, come la fibra ottica, e che ora restano inutilizzate, e purtroppo vanno nella direzione di far star più male la gente. Si spacciano queste nuove tecnologie per "libertà" e il gioco è fatto: ognuno è libero di usare il bluetooth tutto il giorno, il cellulare portandolo all'orecchio, il wi-fi, ecc., come ciascuno è libero di abitare sotto i cavi dell'alta tensione o davanti ad un ripetitore, basta che poi non si lamenti degli effetti sulla sua salute.

 

Sotto le mie stanze da letto ho scoperto la presenza di grandi frigoriferi industriali, possono emanare dei campi elettromagnetici nocivi che arrivino anche nelle camere? sono preoccupato perché ho un figlio piccolo. 

Purtroppo il campo magnetico a 50 Hertz emesso dai motori di questi frigoriferi e dai cavi che trasportano la corrente elettrica si propaga in tutte le direzioni, perciò potrebbe arrivare anche al piano di sopra, cioè alle sue camere.   Questo tipo di campi tecnici ha un'intensità che diminuisce esponenzialmente con la distanza dalla loro origine, quindi ci si può difendere allontanandosi. Oppure possono essere schermati con pannelli industriali prodotti appositamente. Nel suo caso, essendovi un bambino piccolo, è opportuno verificare strumentalmente l'intensità dei campi presente nel suo appartamento al livello del pavimento. Se interpella qualcuno per queste misurazioni si accerti che utilizzi apparecchiature elettroniche tarate ed efficaci con un certificato di calibrazione e non dei "giocattoli" da pochi soldi che darebbero misure del tutto sfalsate. Le soglie che l'Istituto GEA consiglia di non superare sono: per il campo elettrico a 50 Hz (corrente dindustriale): 5 Volt/metroper il campo magnetico a 50 Hz (corrente dindustriale): 0,05 microtesla  (ma nel caso di un bambino che gioca sul pavimento l'ottimale sarebbe non superare 0,02 microtesla).  Se le misurazioni risultassero più elevate, per attenuarle vi è la possibilità di inserire dei fogli di lega metallica che sono stati prodotti per uso industriale ma possono essere utilizzati anche in edilizia. 

 

Risiediamo in prossimita' di una centrale elettrica di trasformazione da media a bassa tensione che dista circa 300 metri dal nostro condominio, il quale e' in posizione piu' elevata rispetto alla centrale, costruita piu' in basso. Ci chiediamo quanto puo' influire sul nostro equilibrio psico-fisico il campo magnetico generato dalla centrale? (siamo qui residenti da poco piu' di tre anni).   

Una centrale elettrica di quel tipo a circa 300 metri da casa potrebbe forse essere rilevante solo per il campo elettrico, mentre quello magnetico si esaurisce sicuramente prima. L'unica maniera di dare risposte corrette è però quella di disporre di una misurazione strumentale dell'intensità dei campi; conoscendo queste misure si può valutare il grado di pericolosità e se è il caso di immettere pannelli tecnici schermanti (nulla a che vedere con le pseudoschermature proposte per la geobiologia). Per il campo elettrico fortunatamente è facile fare una schermatura poichè qualsiasi reticolo conduttore di corrente (ferro, rame, ecc.) è in grado di servire allo scopo (gabbia di Faraday); invece per il campo magnetico a 50 Hz occorre utilizzare dei fogli di speciali leghe metalliche che ne schermano fino al 90% circa, ma l'acquisto è oneroso e la posa in opera è difficoltosa, quindi vanno messi solo dove serve effettivamente. Per la bio-architettura la soglia da non superare di campo magnetico è di 0,1 microtesla, ma per noi dell'Istituto GEA valori da 0,05 microtesla in su possono già alterare il funzionamento della membrana cellulare: ecco perchè il campo magnetico è più pericoloso del campo elettrico. Il campo elettrico crea tensione muscolare e irrigidimento del tessuto connettivo, causa nervosismo e irritabilità oltre a vari altri malesseri. Per la bio-architettura e per l'Istituto GEA l'intensità del campo elettrico a 50 Hz non dovrebbe superare i 5 Volt/metro in casa e i 25 V/m negli ambienti di lavoro. Per la nostra esperienza 5 V/m dove si dorme sono già molti e potrebbero dare fastidio, ma in genere valori simili o più alti si trovano solo in case con impianti vecchi e non a norma.  L'influenza sulla salute dei campi tecnici e naturali è legata alla loro intensità e al tempo di esposizione. Per un'esposizione di poco tempo si rischia solo se i campi sono ad intensità altissime, già regolate dalle leggi vigenti.   Il danno è subdolo poiché è fatto dallo stress cronico che mette KO il sistema immunitario, quindi ci vuole un tempo di esposizione abbastanza lungo, ma ogni persona oppone una diversa capacità di resistenza e di difesa per cui si deve considerare anche il fattore genetico e lo stile di vita di chi è esposto. Curarsi con medicine naturali non invasive aumenta l'equilibrio del sistema immunitario e quindi rende più resistenti a questi campi, anche se è dimostrato che se l'esposizione è intensa e continua ad un certo punto comunque si crolla.